Biografia >> Interventi

Sabato 12 settembre 2009 – Atreju, prima Festa nazionale dei giovani del Pdl – Roma
Partecipando alla prima Festa Nazionale del PDl, organizzata dall’associazione Giovane Italia, l’On. Le
Lara Comi, ha incontrato i giovani nel PDL, spiegando loro il senso e l’importanza della costruzione di un movimento culturale giovanile.
“Oggi costruiamo un nuovo e più vasto movimento unitario, il più importante in Europa, in grado di raccogliere non solo i giovani parlamentari ed amministratori del nuovo partito, ma giovani intellettuali, giornalisti, imprenditori, le migliori capacità giovanili presenti sul territorio nazionale.
La Giovane Italia credo possa essere la più moderna e la più funzionale tra tutte le formazioni politiche giovanili italiane.
Nata dall’incontro tra la cultura di Forza Italia e quella di Alleanza Nazionale, che sono culture sovrapponibili, la Giovane ITALIA dovrà abbandonare le logiche di appartenenza, le correnti, per metterci tutti in gioco e per realizzare una logica di mescolanza delle tradizioni e delle culture e delle nostre esperienze politiche precedenti.
Non può essere una sommatoria delle due strutture esistenti, né un movimento autoreferenziale, ma deve caratterizzarsi come un soggetto giovanile capace di aprirsi all’esterno ai tanti giovani e alle tante associazioni giovanili che scelgono il Popolo della Libertà.
Amici, dunque, la Giovane Italia deve essere una formazione giovanile europeista, ma al tempo stesso profondamente inserita nella tradizione italiana, che vuole crescere come realtà riformista, come realtà del popolo, della società, del primato della persona e della famiglia, del primato della vita.
Per guidare il cambiamento dell’Italia bisogna essere in grado di compiere una modernizzazione identitaria, un protagonismo sociale che rigeneri il tessuto comunitario invece di sradicarlo, una partecipazione che faccia emergere i migliori, valorizzando responsabilità, merito e capacità di rappresentanza. I valori della tradizione, quando sono veri e vitali, possono e debbono incarnarsi in forme sempre nuove, rigenerandosi nella libertà degli individui, nella capacità di competere e di crescere insieme.
E’ ai giovani che occorre guardare per consegnare al nuovo contenitore delle radici solide ed un futuro certo.
Per questo è opportuno svecchiarne la classe dirigente, rinnovarne le strutture, aprirle a nuovi contributi ed immaginare un nuovo e più ampio percorso di partecipazione politica giovanile.
Non quote gialle o corsie preferenziali, come scrive qualcuno, nessun benefit politico, nessun aiutino, ma la possibilità di misurarsi sul terreno del merito.
Allora io credo, e mi avvio alla conclusione, che non serva, né lo chiediamo, un mero e semplice ricambio generazionale, non siamo di fronte un make up di facciata, ma vogliamo costruire una nuova èlite politico-culturale sulla quale scommettere, investire, istituendo, da subito, una scuola capace di formare nuove generazioni di politici, tecnici, amministratori e fornendo loro gli opportuni strumenti conoscitivi della realtà sociale e giuridica attuale.”
|