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L'Editoriale |
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Al neoeletto chiedo l'impegno per il taglio della sede di Strasburgo 27 Gennaio 2012 Cari elettori, Nel discorso inaugurale Schulz ha toccato alcuni punti condivisibili. Il primo è quello di dare maggiore peso all'assemblea. Trovo giusto questo proposito di rendere più forte il Parlamento europeo che, non dimentichiamolo, è un luogo di democrazia visto che corrisponde alla volontà di 500 milioni di cittadini di 27 Paesi. E di questi tempi la democrazia va difesa a denti stretti. E ha fatto bene a ricordare che da due anni il trattato di Lisbona ha assegnato maggiori poteri all'Aula, «nuove responsabilità che non sono ancora state usate». Io stessa in qualità di membro della commissione Mercato interno e protezione dei consumatori ho depositato un testo di proposta legislativa al Parlamento europeo (strumento poco utilizzato ma legittimo in base al Trattato) volta da una parte a liberalizzare gli sconti e dall'altra ad armonizzare le date dei saldi su scala europea. Punto secondo, Schulz ha detto che bisogna mettere mano allo strapotere delle agenzie di rating. E in ciò è perfettamente in linea con il ministro tedesco dell'Economia Philipp Roesler, il quale ha auspicato più concorrenza lamentando che bisogna correggere in fretta una situazione in cui tre agenzie controllano il 90% del mercato. Una conferma indiretta che il governo Berlusconi ha ceduto la staffetta non per demeriti propri ma in quanto vittima delle speculazioni internazionali. Le stesse alimentate in larga parte dai 'signori delle pagelle' che sovrastimano i debiti europei dopo avere sottostimato quelli di Lehman Brothers. Tanto è vero che con Monti l'Italia ha avuto ugualmente un downgrading nonostante i forti impegni presi. Ci troviamo di fronte a una guerra mondiale del debito e ognuno, insomma, tira l'acqua al proprio mulino. Faccio notare che alla Camera il Pdl ha chiesto l'istituzione di una commissione di inchiesta parlamentare sulle attività di queste agenzie a decorrere dall'anno 2008, cioè dall'inizio della crisi. Dunque siamo sulla stessa lunghezza d'onda, in Europa come in Italia. Bene poi ha fatto Schulz a indicare la strada dove concentrare le energie: crescita economica e lavoro, soprattutto per i giovani. Sul punto ha ricalcato il discorso del suo predecessore, Jerzy Buzek nella plenaria di dicembre. Quando aveva sottolineato l'importanza della crescita e dello sviluppo del mercato interno. E uno strumento di leva lo abbiamo, il Single Market Act, ovvero quel dossier alla cui stesura Monti collaborò inizialmente e al quale deve essere data piena attuazione e implementazione. Lo stesso Cameron ha ribadito pochi giorni fa nell'incontro con il premier italiano che «Il mercato unico in Europa è una risorsa unica». Auguro al neopresidente Martin Schulz di portare avanti gli impegni che si è assunto di farsi carico. Ma il mio auspicio è che voglia considerare prioritaria anche la questione della riduzione dei costi della politica. A cominciare dall'anomalia della doppia sede del Parlamento europeo, diviso tra Strasburgo e Bruxelles. Un'inutile duplicazione a carico della collettività e poco funzionale visto che costringe 736 deputati, con relativi apparati, a trasferimenti una volta al mese solo per le sessioni plenarie, con costi stimati aggiuntivi annui di circa 250 milioni di euro. Tagliare la sede di Strasburgo sarebbe un altro gesto utile nella direzione del contenimento della spesa pubblica dopo che gli stipendi degli europarlamentari son stati fortemente ridotti. La questione è stata recentemente sollevata anche dalla Danimarca, che dal primo gennaio 2012 ha assunto la presidenza di turno della Ue. Lara Comi |





