02 Dicembre 2011 - UE VEDE FUTURO URBANO IN SMART CITIES, BENE CANDIDATURA MILANO
CONVEGNO STILI DI VITA, SALUTE E CULTURA: per un nuovo welfare (Fondazione Bracco, 2 dicembre 2011)
FINANZIAMENTI PER CHI INVESTE IN CULTURA, MOBILITA' SOSTENIBILE, RISPARMIO ENERGETICO E WI FI LIBERO E VELOCE
FINANZIAMENTI PER CHI INVESTE IN CULTURA, MOBILITA' SOSTENIBILE, RISPARMIO ENERGETICO E WI FI LIBERO E VELOCE
Milano, 2 dicembre 2011 - "Investire in cultura significa difendere il made in Italy. Perché il brand Italia (decimo posto nelle classifiche mondiali) è fatto di un impasto che la vede tra i suoi ingredienti principali. E il risultato è quell'italian style che poi consente alle imprese di affermarsi a livello internazionale. Che la cultura sia qualcosa di irrinunciabile lo dicono anche i dati di spesa cresciuti nell'ultimo anno del 4,9%, circa 65,5 miliardi di euro, pur nel periodo di crisi. Segno che gli italiani hanno 'fame' di sapere".
Lo ha affermato l'europarlamentare e vicecoordinatore lombardo del pdl Lara Comi che è intervenuta a Milano al simposio internazionale "Stili di vita, salute e cultura per un nuovo welfare". Il convegno, promosso dalla Fondazione Bracco, si è svolto presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia.
"Nel 2050, come ha detto Norbert Streitz - ha sottolineato Comi -, saremo 9,5 miliardi e il 70% sarà concentrato in aree metropolitane. Ma già oggi nella Ue la soglia di urbanizzazione è al 75%. Immaginare una città diversa da quella in cui viviamo diventa una necessità reale. L'Europa ha adottato un piano molto innovativo. Una visione di città del futuro. Si tratta del progetto Smart Cities and Communities. La città intelligente punta a uno sviluppo sostenibile tutelando l'ambiente e privilegiando una mobilità che incentiva l'uso di mezzi a basso impatto ecologico, riduce i consumi energetici, razionalizza l'illuminazione pubblica e trasforma i rifiuti in risorsa. Ha sviluppato una rete wi-fi libera e veloce, valorizza il telelavoro, attua la digitalizzazione della pubblica amministrazione e promuove il territorio anche sul web. A dicembre si chiuderà il bando Ue con la prima tranche di fondi di 40 milioni da dare alle città pilota europee con i progetti migliori. E mi fa piacere che Milano abbia manifestato l'intenzione di candidarsi a diventare una Smart city europea. Anche a sostegno di questo progetto – ha fatto notare Comi - nel 2010 è nata l'Agenda digitale, un'iniziativa che mira, tra l'altro, a incentivare l'uso di internet e potenziare la banda larga".
"L'Unione Europea – ha proseguito Comi - è impegnata fortemente nell'attuazione di politiche che mirino a una maggiore fruizione dell'attività culturale. Consapevole, come ha detto 50 anni fa, Robert Schuman, che «l'Europa prima di essere un'alleanza militare o un'entità economica deve essere una comunità culturale». Di qui il senso di iniziative di lungo corso come la «Capitale europea della cultura» fino al recente «marchio del patrimonio europeo», un registro dei siti storici più significativi. A giugno la Commissione ha presentato le sue proposte relative al futuro quadro finanziario dell'Ue per il periodo 2014-2020 caratterizzate da un maggiore impegno finanziario. Che si baserà, in particolare, su Europa Creativa, 1,6 miliardi di euro, un programma focalizzato nel superare le frontiere nazionali e promuovere la diversità linguistica e culturale. E Istruzione Europa, un unico piano integrato di 15,2 miliardi di euro che riunirà il Programma sull'apprendimento permanente, Erasmus Mundus e Gioventù in azione (Youth in action)".
"Milano - ha concluso Comi - ha fatto molto per meritare giudizi lusinghieri per appeal culturale, non ultimo quello del New York Times, grazie alla vivacità che la contraddistingue e ad alcuni investimenti come l'apertura del Museo del Novecento. Ma la città ha un potenziale enorme ancora da sfruttare. Penso a un piano per la valorizzazione dei Navigli, un autentico museo a cielo aperto. E a un progetto come la Biblioteca europea di informazione e cultura che mi auguro possa trovare un giorno realizzazione. Avvicinerebbe Milano alle grandi città d'Europa, come Parigi o Monaco, dove questi luoghi di bellezza sono spazi di sapere e socializzazione"
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